Le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) di varia gravità stanno diventando sempre più frequenti in tutto il mondo. Il processo di neuroinfiammazione, in cui i macrofagi e la microglia svolgono un ruolo fondamentale, è alla base di tutti i tipi di danno cerebrale. Il presente studio si concentra sulla valutazione del potenziale terapeutico della N-docosaesaenoiletanolamina (DHEA, sinaptamide), un metabolita endogeno dell’acido docosaesaenoico, nel contesto delle lesioni cerebrali traumatiche. In precedenza, diversi modelli in vitro e in vivo hanno dimostrato una significativa attività antineuroinfiammatoria e sinaptogenica della sinaptamide. I risultati del presente studio mostrano che la sinaptamide, somministrata per via sottocutanea (10 mg/kg/giorno, 7 giorni), esercita effetti antinfiammatori e antiapoptotici nel talamo e nella corteccia cerebrale degli animali da laboratorio (topi maschi C57BL/6). Sono state analizzate le dinamiche delle variazioni nell’attività della microglia/dei macrofagi positivi per Iba-1 e CD68, il livello di produzione di citochine pro-infiammatorie (IL1β, IL6, TNFα) e delle proteine pro-apoptotiche (Bad, Bax), nonché l’espressione dei marcatori pro- e anti-infiammatori (CD68, CD206, arg-1). Sono state valutate quantitativamente la distribuzione del fattore di trascrizione ATF3 e lo stato neuronale nel talamo e nella corteccia cerebrale di animali sottoposti a craniotomia, trauma cranico e terapia. I dati ottenuti hanno dimostrato che la sinaptamide: (1) non ha alcun effetto sul pool totale di microglia/macrofagi; (2) inibisce l’attività della microglia/dei macrofagi pro-infiammatori e delle citochine da essi prodotte; (3) aumenta l’espressione di CD206 ma non di arg-1; (4) ha un effetto antiapoptotico e (5) migliora lo stato morfologico dei neuroni. I risultati ottenuti confermano l’elevato potenziale terapeutico della sinaptamide nel trattamento del trauma cranico.