Effetti neuroprotettivi del solfato di deidroepiandrosterone contro la tossicità e l’accumulo di Aβ in modelli cellulari e animali della malattia di Alzheimer

Contesto/Obiettivi: Sono stati precedentemente riportati effetti benefici del neurosteroide deidroepiandrosterone solfato (DHEAS) sulle funzioni cognitive, sulle emozioni e sul comportamento, il che suggerisce il suo potenziale nella prevenzione e nel trattamento di vari disturbi neuropsichiatrici e neurodegenerativi, tra cui il morbo di Alzheimer (AD). Lo scopo di questo studio era quello di indagare le potenziali azioni neuroprotettive del DHEAS contro la tossicità dell’Aβ sia in modelli cellulari che animali di AD.

Metodi: Dopo aver ottimizzato il modello di AD in vitro, abbiamo studiato gli effetti del DHEAS sulla vitalità e sulla morte dei neuroni primari di topo esposti a oligomeri tossicidi Aβ42 per 24 ore. Al fine di estendere la nostra ricerca a uno studio in vivo, abbiamo ulteriormente testato gli effetti acuti della somministrazione intraperitoneale di DHEAS sulla densità delle placche di Aβ in diverse regioni cerebrali di topi 3xTg-AD, un modello animale di AD.

Risultati: Nelle colture cellulari, il DHEAS ha contrastato la diminuzione della vitalità neuronale causata dagli oligomeri tossici di Aβ, agendo principalmente sulla funzione mitocondriale e sull’apoptosi. Il DHEAS ha inoltre contrastato l’aumento dell’espressione dell’mRNA di geni selezionati (PI3K, Akt, Bcl2, Bax), indotto nella coltura neuronale dal trattamento con oligomeridi Aβ42. I dati ottenuti hanno suggerito il coinvolgimento dei mitocondri, delle caspasi 3 e 7, nonché della rete di segnalazione PI3K/Akt e Bcl2 nelle proprietà antiapoptotiche del DHEAS nei neuroni. Quarantotto ore dopo il trattamento con DHEAS, è stato osservato un numero significativamente inferiore di placche di Aβ nella corteccia motoria, ma non in altre aree cerebrali dei topi 3xTg-AD.

Conclusioni: I risultati hanno evidenziato potenziali effetti neuroprotettivi del DHEAS contro la tossicità e l’accumulo di Aβ, suggerendo che l’integrazione con DHEAS debba essere ulteriormente studiata come nuova opzione per la prevenzione e/o il trattamento del morbo di Alzheimer.

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