Meccanismo molecolare alla base dell’effetto cardioprotettivo del deidroepiandrosterone sull’apoptosi indotta dallo stress del reticolo endoplasmatico nelle cellule muscolari lisce vascolari umane e nelle cellule endoteliali della vena ombelicale umana

Introduzione: Il presente studio si è proposto di indagare i meccanismi alla base degli effetti cardioprotettivi del deidroepiandrosterone (DHEA) sull’apoptosi mediata dallo stress del reticolo endoplasmatico (ERS) nelle cellule muscolari lisce vascolari umane (HVSMC) e nelle cellule endoteliali della vena ombelicale umana (HUVEC).

Materiali e metodi: Sono state utilizzate diverse concentrazioni di ditiotreitolo (DTT) per indurre l’apoptosi mediata dall’ERS. Il DHEA è stato impiegato per inibire gli effetti apoptotici del DTT, mentre gli antagonisti del recettore degli estrogeni (ER) ICI 182.780 e G15, l’antagonista del recettore degli androgeni (AR) flutamide e l’inibitore dell’aromatasi letrozolo sono stati impiegati per identificare i recettori attivati durante il trattamento con DHEA nelle HVSMC e nelle HUVEC. La citometria a flusso ha permesso di valutare il tasso di apoptosi, mentre l’analisi mediante Western blotting ha permesso di valutare i livelli di espressione delle proteine correlate all’ERS, GRP78 e PERK, e del marcatore proteico dell’apoptosi CHOP. Inoltre, le principali vie di segnalazione dei recettori sono state identificate utilizzando inibitori delle vie di segnalazione: LY294002 (inibitore della PI3K), SP600125 (inibitore della JNK) e U0126 (inibitore dell’ERK1/2).

Risultati: Nel gruppo sottoposto a pretrattamento con DTT (0,8 mmol/L, per 8 ore), l’espressione di GRP78 e CHOP è risultata significativamente aumentata, indicando che è stato stabilito con successo un modello ottimale di ERS. Inoltre, 10⁻⁴ mmol/L di DHEA ha inibito in modo significativo la sovraregolazione di GRP78 e CHOP indotta dal DTT. I risultati hanno anche dimostrato che il tasso di apoptosi nel gruppo trattato con DTT era aumentato, mentre la DHEA lo ha ridotto in modo significativo. L’aggiunta degli antagonisti dell’ER ICI 182.780 e G15 alle HVSMC ha invertito gli effetti del DHEA; tuttavia, l’inibitore dell’aromatasi letrozolo e l’antagonista dell’AR flutamide non hanno invertito tale effetto. In particolare, l’uso dell’inibitore della JNK SP600125, dell’inibitore della PI3K LY294002 e dell’inibitore dell’ERK1/2 U0126 ha antagonizzato gli effetti protettivi del DHEA, con lo SP600125 che ha mostrato l’impatto più significativo sia sulle HVSMC che sulle HUVEC.

Conclusione: Il nostro studio ha individuato un nuovo meccanismo alla base degli effetti cardioprotettivi del DHEA. Nello specifico, il DHEA potrebbe attenuare l’apoptosi cellulare indotta dallo stress ossidativo (ERS) attivando i recettori degli estrogeni ERα, ERβ e GPER attraverso la via JNK attivata.

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