Contesto: Il lavoro a turni è un fattore ben noto che altera il sonno, ma i meccanismi biologici alla base dei disturbi del sonno rimangono ancora poco chiari. Il cortisolo salivare (asse HPA), l’α-amilasi (attività simpatica-adrenomedullare) e il DHEA-S (androgeno surrenale con proprietà anti-glucocorticoidi e di resilienza) sono indicatori candidati dei disturbi del sonno legati allo stress. Abbiamo quindi esaminato se le variazioni di questi biomarcatori fossero associate alle traiettorie del sonno nell’arco di 6 mesi in operatori sanitari.
Metodi: nell’ambito di uno studio prospettico della durata di 6 mesi con misure ripetute, 52 operatori sanitari (turni diurni vs turni a rotazione; età media 31,4 ± 9,4 anni; 57% di donne) hanno compilato questionari convalidati sul sonno, quali PROMIS Sleep Disturbance, PROMIS Sleep Impairment, lo Sleep-Wake Disorder Index (SWDI) e il Diario del sonno NIH di 7 giorni, sia all’inizio dello studio che al follow-up di sei mesi. I campioni di cortisolo salivare, solfato di deidroepiandrosterone (DHEA-S) e alfa-amilasi sono stati prelevati la mattina del 7° giorno di ciascun periodo di diario. Sono stati calcolati i punteggi di variazione (Δ = follow-up – basale). L’ANOVA a misure ripetute, le correlazioni di Pearson e le regressioni multivariabili hanno valutato le differenze tra i gruppi e le associazioni tra biomarcatori e sonno.
Risultati: rispetto ai lavoratori con orario diurno, i lavoratori a turni rotativi hanno riportato aumenti significativamente maggiori dei disturbi del sonno, delle menomazioni e di una ridotta efficienza del sonno nel corso del tempo (tutti p < 0,05). Le riduzioni dei livelli di cortisolo e alfa-amilasi erano significativamente associate al peggioramento dei punteggi PROMIS relativi ai disturbi del sonno e dello SWDI (r = -0,65 e -0,53, rispettivamente; p < 0,05). La regressione multivariabile ha mostrato che la diminuzione del cortisolo (β = -41,845, p = 0,0064) e l’aumento del DHEA-S (β = 0,001, p = 0,0405) erano associati a un peggioramento del PROMIS Sleep Impairment. Un modello combinato che includeva la riduzione del cortisolo e l’aumento del DHEA-S era associato a un maggiore punteggio PROMIS relativo al disturbo del sonno ( R² aggiustato = 0,698).
Conclusione: in questo studio pilota, le variazioni dei livelli salivari di cortisolo e DHEA-S sono risultate associate alle variazioni longitudinali del sonno. Questi risultati suggeriscono una potenziale utilità per la stratificazione del rischio basata sui biomarcatori, che merita di essere confermata da studi controllati su campioni più ampi.