Le concentrazioni sieriche pre-diagnostiche di deidroepiandrosterone (DHEA) e della sua forma solfata (DS) risultano generalmente elevate nelle pazienti affette da cancro al seno; anche le concentrazioni sieriche di cortisolo sono, come prevedibile, aumentate. L’associazione tra l’aumento degli steroidi surrenali e il cancro al seno potrebbe indicare un nesso causale. Tuttavia, la somministrazione di DHEA a ratti e topi ha dimostrato, in numerosi studi, un effetto benefico della DHEA nella prevenzione o nella soppressione del carcinoma mammario. Il trattamento con DHEA inibisce lo sviluppo di tumori mammari spontanei indotti da agenti virali e sopprime i tumori mammari indotti da agenti cancerogeni e da radiazioni. Il DHEA antagonizza inoltre l’effetto degli estrogeni sulla crescita di xenotrapianti di carcinoma mammario umano nei topi nudi. Il DHEA è efficace nel sopprimere lo sviluppo del cancro anche in altri sistemi organici, inclusi i tumori del polmone, del fegato, del colon, della prostata, del sistema linfatico e della pelle. Ipotizziamo che l’aumento del DHEA nel liquido mammario e nel siero sia il risultato di un’attivazione surrenale indotta dallo stress e che la componente glucocorticoide sia quella dannosa, piuttosto che il DHEA o il DS. I meccanismi attraverso i quali il DHEA sopprime la crescita tumorale includono l’inibizione non competitiva della glucosio-6-fosfato deidrogenasi, l’inibizione della biosintesi del colesterolo, la soppressione immunitaria del carcinoma mammario indotto da virus, il potenziamento della citotossicità delle cellule natural killer sia da parte del DHEA che del DS, la soppressione dell’IL-6 e la promozione dell’espressione del recettore beta degli estrogeni. Le evidenze scientifiche sostengono l’uso del DHEA o dei suoi derivati per la soppressione dei tumori, indipendentemente dal meccanismo attraverso cui il tumore ha origine.